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Falò della befana (foghèra, brusa la vecia, panevìn)

Falò della befana (foghèra, brusa la vecia, panevìn)

Il falò della befana è una tradizione portata dai coloni veneti e friulani in Agro Pontino. Viene chiamato, a seconda dei luoghi, foghèra, brusa la vècia, panevìn, vècia. Nei primi giorni di gennaio vengono creati grandi cumuli di paglia e rami secchi con in cima fantocci raffiguranti un’anziana signora (la vècia). Durante la vigilia dell’Epifania il fantoccio viene bruciato insieme ai cumuli di legna e frasche. È una tradizione ancora diffusissima nelle campagne e nei borghi dell’Agro Pontino, dai comuni di Cisterna e Latina fino a San Felice e Terracina. Nonostante sia una tradizione secolare, attrae e coinvolge ancora bambini e giovani, che fanno a gara per costruire il falò più grande e che brucia più a lungo.

Questo rito propiziatorio ha origini pagane, pre-cristiane, e sta a simboleggiare il passato, l’anno vecchio che cede il passo al nuovo. I veneti e i friulani continuano da due, tre generazioni a bruciare la vecchia in Agro Pontino. E i pontini hanno imparato ormai da tempo a condividere con loro quell’usanza, ormai parte integrante dei festeggiamenti dell’Epifania.

Testimonianze

“Ricordo benissimo i falò della befana. Abitavo a Prato Cesarino, podere 624, e avevo 6-7 anni, all’inizio degli anni Settanta. Mio padre era veneto, nato nel 1936, mia madre invece era marchigiana. C’era una vera e propria sfida tra tutti gli abitanti dei poderi, le fasce frangivento da noi bambini venivano rastrellate per raccogliere fino all’ultimo rametto, per poter fare il falò più grande di tutta la zona per poi durare più a lungo. Dopo l’estate, alle prime piogge, io e i miei cugini prendevamo un carrettino e andavamo a raccogliere le frasche e i rami che cadevano per mettere tutto da parte per il falò della befana. Mettevamo tutto nei carrettini e li portavamo al podere, ma sempre lontano dai pagliari, per paura che tutto prendesse fuoco. Nei giorni prima della befana, controllavamo bene i rami e le frasche accumulate, perché c’era molta rivalità tra i poderi vicini e avevamo paura che qualcuno desse fuoco a quello che avevamo messo da parte. Il fantoccio era fatto con paglia e abiti vecchi recuperati, per questo ci aiutavano le zie, poi tutto veniva messo su un bastone a forma di croce. La soddisfazione era quando arrivavano i vicini ed erano meravigliati dalla grandezza e la durata del fuoco, una soddisfazione che ci univa, nell’aria si respirava un clima di magia!” (Roberto Salaro – Cisterna, località Prato Cesarino)

“La befana non c’entra nulla. La veccia è un fantoccio appeso a una croce (un palo alto) posta al centro della foghera. È un rito propiziatorio, si brucia il vecchio per dar inizio al nuovo. A seconda della direzione del fumo e delle faville i contadini stabilivano se sarebbe stata una buona annata per i raccolti: se andava verso ponente raccolto scarso, verso levante buon raccolto. Di buon auspicio se la veccia brucia e la croce rimane su. Tutte queste cose me le ha insegnate mio padre che le ha apprese dai suoi fratelli più grandi e da mio nonno. La famiglia di mio padre  era proveniente da Castelfranco Veneto, trapiantata qui in seguito alla bonifica” (Beatrice Fabian – Latina, Borgo Santa Maria)

“Tradizione sicuramente Veneta, direi molto contaminata negli anni da altre ricorrenze! Nel 2020 sono stato da qualche parte dell’Agro Pontino per vedere un Panevin e sono rimasto sorpreso da quanti ne erano stati accesi da privati!!! Bellissimo!! Piuttosto de perdar na tradision,xe meio che bruse un paese!!” (Diego Vettorello)

Falò di inizio anno presso la rotonda in località Chiesuola (Latina, 5 gennaio 2020). Foto Antonio Saccoccio.

Falò di inizio anno presso la rotonda in località Chiesuola (Latina, 5 gennaio 2020). Foto Antonio Saccoccio.

Falò della Befana presso la Piccola Fattoria di Sermoneta, in via della Bonifica, località Carrara, 5 gennaio 2020. Famiglia Lucietto-Pompili. Foto Antonio Saccoccio.

Falò della Befana presso la Piccola Fattoria di Sermoneta, in via della Bonifica, località Carrara, 5 gennaio 2020. Famiglia Lucietto-Pompili. Foto Antonio Saccoccio.

Foghera in campagna, presso Borgo Santa Maria, 2022. Foto Beatrice Fabian.

Brusa la vecia, Borgo Montenero, 5 gennaio 2020, durante la manifestazione “Aspettando la Befana”. Foto di Christian Antonilli.

Brusa la vecia, Borgo Montenero, 5 gennaio 2020, durante la manifestazione “Aspettando la Befana”. Foto di Christian Antonilli.

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