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Mura urbane di Sermoneta

Mura urbane di Sermoneta

La storia 

La città antica di Sermoneta è ancora dentro le mura urbane e questo ne esalta il valore paesistico, aumentato anche dal fatto che le aree a ridosso delle mura (i pomeri) sono inedificati. Inoltre il recinto fortificato di Sermoneta segna un passaggio epocale tra le mura cosiddette “a tiro piombante” o gotiche a quelle “a tiro incrociato” o “alla moderna”, realizzato nella metà del XVI secolo per difendersi dalle armi da fuoco. Questo esempio di sistema difensivo è inoltre unico nel territorio.

La realizzazione del recinto fortificato si può far coincidere con la cacciata da Sermoneta dei Caetani da parte di Papa Alessandro VI, papa Borgia, che ha voluto trasformare Sermoneta in una piazza d’armi militare importante, insieme alle altre fortezze dello Stato della Chiesa come Nepi, Civita Castellana, Nettuno, che tra la fine del XV secolo e fino alla morte del papa, nel 1503, vengono investite di ingenti lavori di ristrutturazione.

Con papa Borgia a Sermoneta il castello Caetani viene completamente ristrutturato, viene costruita la cittadella e isolata dal castello da un fossato, abbassata la torre del Maschio, spianata la piazza d’armi e demolita la chiesa di S Pietro in Corte, dove vi erano custodite le salme degli avi della famiglia Caetani. Verrà anche avviato il recinto fortificato della città dalla parte di Valvisciolo.

Alla morte di papa Borgia, nel 1503, i lavori verranno proseguiti da Guglielmo Caetani, unico superstite della famiglia, e portati avanti fino alla metà del XVII secolo.

Gli architetti di cui si servì il papa Alessandro VI e in seguito la famiglia Caetani furono i medesimi che si occuparono delle mura di Roma e delle fortezze dello Stato della Chiesa. Si fa infatti il nome di Sangallo, del Castriotto, di Montemelino e più tardi del Breccioli.

I bastioni e le porte

Le parti più significative del fronte bastionato di Sermoneta sono: il sistema difensivo di Porta del Pozzo, con il Bastione di S. Sebastiano e la cosiddetta “Tenaglia” di Torrenuova, detta anche a “coda di nibbio”, attribuita al capitano Jacobo Fusti Castriotto (1501-1563), il Bastione della Portella, il bastione di S. Nicola, il Bastione non finito sopra Valvisciolo, per concludersi con il Castello Caetani, edificato nel punto più alto della città, con le sei linee di difesa concentriche che si concludono nella Torre del Maschio al centro della grande corte.

Cinque sono le porte urbane: Porta del Pozzo, da sempre ingresso principale del borgo, la Porta di S. Sebastiano (singolare per la serie di tredici colonne in muratura a sostegno di un tavolato mobile e di un ponte levatoio), Porta Sorda in comunicazione con la via Pedemontana, Porta S. Nicola che congiungeva il paese attraverso la via detta “le Selciate” o “I Silici” al monastero della Madonna della Vittoria e alla pianura, e Porta delle Noci alla fine della via detta del Piano, l’antica via carrabile che dalla “tomba dei Giudei” portava a Porta del Pozzo e Porta delle Noci.

Il restauro

Le mura sono state restaurate tra il 1998 e il 2012, manca al suo completamento la parte più a ovest, verso Valvisciolo. Oggi si può percorrere il perimetro urbano sia all’esterno che, in parte, all’interno della città. Lungo il percorso museale, nelle aree di sosta più significative, vi sono le teche didattiche che illustrano sinteticamente la storia delle mura in italiano e in inglese (cinque aree sono accessibili a persone disabili). Le teche sono realizzate con bassorilievi in ottone per consentire ai non vedenti, attraverso il tatto, di capire la forma del monumento corrispondente.

Con il restauro delle mura urbane sono state restituite alla vita della città molte delle aree verdi a ridosso delle stesse, gli antichi pomeri sono diventati spazi per il gioco e il tempo libero, il più suggestivo è il Giardino degli aranci, l’antico pomerio a difesa di Porta Sorda.

Il restauro delle mura di Sermoneta ha usufruito dei finanziamenti a seguito della programmazione della Regione Lazio, che negli anni Novanta era orientata a istituire con i fondi europei il Sistema Museale dei Monti Lepini, che oltre al finanziamento del Museo delle Mura Urbane di Sermoneta ha realizzato il  Museo della Città di Cori, il Museo e l’Area Archeologica di Norma, di Priverno, di Segni e di Artena, il Museo delle Scritture di Bassiano, il Museo del Giocattolo di Sezze e l’EtnoMuseo di Roccagorga.

Il progetto generale del restauro delle mura è iniziato nel 1998 con il primo lotto di intervento risalente a quell’anno e si è concluso con il sesto lotto, nel 2012.

Testi e fotografie a cura di Anna Di Falco

Sermoneta, vista delle mura urbane

Bastione di San Sebastiano

Torrenuova, piazza d’armi

Porta Sorda

Torrenuova, piazza d’armi

Torrenuova

Indirizzo

Indirizzo:

sermoneta

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41.547347410763, 12.987850927637

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