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Ottacola (cannata, cacciarella)

Ottacola (cannata, cacciarella)

L’ottacola (o anche uottacola, ottagola) è una composizione intrecciata di ciliegie riunite intorno a un ramo o una canna. L’intreccio prendeva la forma di un cilindro. Solitamente l’ottacola veniva regalata dai ragazzi alle fidanzate, ma c’è chi ricorda che veniva donata anche alle maestre.
A Sezze chi sa ancora fare l’ottagola l’ha imparato dai genitori o dai nonni.
In altri paesi dei Monti Lepini la stessa composizione viene chiamata “cannata” (a Maenza) e “cacciarella” (a Cori).

All’interno delle comunità non c’è concordanza sull’origine del termine “ottacola”. Il “Vocabolario Etimologico Setino”,  redatto da Domenico Pecorilli, studioso locale che consultò antichi vocabolari e interrogò numerosi anziani di Sezze, riporta la seguente definizione:

uottacòla s.f. – Composizione di ciliegie intrecciate attorno ad un rametto terminante ad uncino (It. ant. Incannata; così chiamata in quanto l’intrecciatura avveniva attorno ad una canna tagliata per lungo in quattro parti, tenuta integra a una estremità, quella di fondo, ovviamente). [I ragazzi, per portare a casa le ciliegie raccolte, non disponendo di un adeguato recipiente, ma soprattutto per farne una confezione da regalare alla maestra, gareggiando in abilità e menandone gran vanto, intrecciavano le ciliegie (… quelle con i peduncoli uniti in coppia o terzina) attorno ad un asse (… un rametto terminante ad uncino, tenuto in posizione eretta) fino a formare un cilindro, variamente colorito e compatto, dell’altezza voluta]. [Il termine uottacòla è lieve corruzione di uottàcola, diminutivo “alla latina” di uòtte “botte” (lat. buttis dimin. butticola o buttacola), cosiddetta per similitudine di forma con quest’ultima].

L’etimologia da buttacola, piccola botte, resta la più convincente. Tuttavia alcuni informatori locali credono che il termine abbia qualcosa a che vedere con il numero “otto”, per il fatto che le fessure praticate sul ramo o sulla canna siano otto. Non è improbabile pensare a uomini e donne che, avendo perduto la consapevolezza riguardo all’origine del termine, abbiano cercato di spiegare in altro modo la parola. Per completare il quadro, abbiamo registrato anche un’altra etimologia popolare, che rimanda alla “gola”, caratteristica che effettivamente ispira il ricchissimo intreccio di ciliegie.

Testimonianze

“Si cercava di raccogliere le ciliegie con il picciuolo doppio – racconta – e si iniziavano ad intrecciare ad un ramo, si faceva in modo che venisse bella compatta senza lasciare spazi vuoti. La ottagola generalmente veniva fatta dai ragazzi, per poi portarla in regalo alle proprie fidanzate. A me hanno insegnato a farla i miei genitori. La tradizione è particolarmente viva nella frazione di Suso, nel comune di Sezze”. (Antonella Costantini, Sezze)

A Cori si chiama “cacciarella”. Si fessura una canna in otto spicchi fra i quali si incastrano i piccioli delle ciliegie. Per cui detta anche “ottagola” (Patrizia Carucci, Cori)

Me l’ha insegnata mio padre, a Sezze si usa il ramo, a Maenza la canna. È vero sia che i ragazzi la portavano in dono alle fidanzate sia l’usanza di regalarla alle maestre. In sezzese si dice più ottacola. (Annarita Ricci, Sezze)

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